Lettera al motoscafista

Lettera al motoscafista

“Caro motoscafista, perdona queste poche righe, scritte da chi condivide il mare con te.

  1. Quando una barca a vela vede un motoscafo puntarle addosso, non sa se chi guida il motoscafo l’ha vista, oppure se un pilota automatico ha ancora il controllo. Il motoscafo è così veloce rispetto alla barca a vela, che tentare di togliersi all’ultimo è spesso impossibile: ogni anno, solo in Italia, ci sono incidenti in cui un motoscafo senza controllo travolge un’altra imbarcazione. Per favore, tu che hai una buona abitudine di sapere dove va la tua barca passa un poco più distante dalle vele che ti trovi sulla strada, facendo loro capire chiaramente che le hai viste.
  2. Ci sono persone che navigano a vela perché non hanno il motore, oppure perché hanno il motore in avaria, oppure perché amano tenerlo spento. O sono barche con bambini a bordo. Se con un motoscafo passi troppo vicino a una barca che naviga a vela, le tue onde la fermeranno, sballottandola come del ghiaccio in un bicchiere. Se c’è poco vento, e molti motoscafi, per una barca a vela è spesso impossibile navigare, per via delle onde che arrivano da ogni direzione. Per favore, almeno tu passale un po’ distante, e se puoi passale dietro e non davanti alla prua. Chi è a bordo te ne sarà grato.
  3. Una barca che naviga a vela segue il vento e non  la bussola. Non la puoi sorpassare come sorpasseresti una panda in autostrada. Evitala come eviteresti un cane randagio che cammina lungo l’autostrada.

In conclusione, per esserci un po’ più vicino, passaci un po’ più distante. Il mare è grande abbastanza per tutti.

Matteo Richiardi (Bolina, Giugno 2011)

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